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Orange-box la soluzione per l'accessibilità


Accessibilità

A quasi quarant’anni di distanza dai primi esperimenti di collegamento fra gli elaboratori la rete internet è divenuta un immenso contenitore di documenti scritti in tutte le lingue del mondo.

E' così che la comunità che ogni giorno lavora, studia, si intrattiene sulla rete ha avvertito l'esigenza di tutelare le persone diversamente abili che hanno bisogno di strumenti di supporto per fruire dei contenuti pubblicati sul web.

Nasce così il problema della cosiddetta "Accessibilità" alle informazioni esistenti on-line, ma cos'è esattamente l'accessibilità e cosa si intende con questo termine?

L'accessibilità, in informatica, indica la possibilità per un utente di fruire con facilità di un servizio o di una risorsa. Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica, di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione.

Con accessibilità si indica anche l'insieme delle tecnologie che permettono ad una risorsa di essere accessibile.

Nel web, un "sito web accessibile" facilita l'accesso ad individui con ogni tipo di disabilità, ma anche ad individui non affetti da patologie

Esistono alcuni standard ed alcune linee guida per definire l'accessibilità. Le linee guida internazionalmente più diffuse per quanto riguarda il web sono le WCAG, Web Content Accessibility Guidelines e la WAI, Web Accessibility Initiative (sezione del World Wide Web Consortium).

Negli Stati Uniti è in vigore una legge, seguita come linea guida in tutto il mondo, denominata "Section 508", in Italia tutti i nuovi siti web e gli aggiornamenti in seno alla Pubblica Amministrazione e di enti privati rivolti al pubblico sono obbligati a tenere conto della "Legge Stanca".

La legge Stanca

Al termine dell' Anno Europeo dei disabili, il Parlamento italiano ha approvato all'unanimità la "Legge Stanca" (così chiamata in riferimento al suo promotore Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione e le Tecnologie) in materia di accessibilità da parte dei soggetti disabili alle nuove tecnologie digitali e informatiche.

Il voto è stato espresso nella mattina del 17 dicembre 2003 dalla Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni di Palazzo Madama, in sede legislativa.

In applicazione del principio costituzionale di eguaglianza, l'obiettivo della legge è quello di favorire l’accesso dei disabili (il 5% circa della popolazione), cercando di abbattere quelle "barriere virtuali" che limitano la loro partecipazione democratica alla Società dell’Informazione, escludendoli dal mondo dell'istruzione, del lavoro e da una migliore qualità della vita.

La legge si pone quale stimolo a tutta una serie di provvedimenti concreti e necessari che coinvolgono numerosi soggetti, pubblici e privati, per far in modo che le nuove tecnologie si pongano quali strumenti abilitanti e non di esclusione.

La "Legge Stanca" si pone come strumento incentivante nei confronti dei privati, mentre nei confronti della pubblica amministrazione reca degli obblighi sorretti da efficaci sanzioni. È previsto, infatti, che i nuovi contratti stipulati dalla pubblica amministrazione per la realizzazione di siti Internet siano colpiti da nullità qualora non rispettino i requisiti di accessibilità.


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