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PA e formati aperti

D'ora in poi i documenti della pubblica amministrazione italiana potranno essere realizzati con qualsiasi software scelto dall'ente che li produce, ma almeno una copia di ciascuno di essi dovrà essere in formato open source.
Lo ha annunciato ieri il ministro all'Innovazione Lucio Stanca, secondo il quale tale direttiva dovrà promuovere nella PA la pluralità dei sistemi informatici.

Partendo dal lavoro di analisi della Commissione ministeriale che ha indagato sul possibile impatto dell'introduzione di software libero nella pubblica amministrazione, Stanca ha dichiarato che "verrà riaffermata l'utilità della pluralità dei sistemi e, quindi, la responsabilità della singole amministrazioni nell'effettuare la libera scelta del software da adottare sulla base di un'analisi tecnica, organizzativa ed economica, ossia il rapporto tra costi e benefici".

Massima autonomia, dunque, alle amministrazione che avranno comunque l'impegno di conservare i propri documenti in formato libero, per poter garantire nel tempo l'accesso a quei materiali anche con software non proprietario.
Commenti (0)2003-09-11